In Italia la legge 104/92 garantisce i diritti e riconosce sostegni e agevolazioni sia per i disabili che per i loro familiari. La disabilità può riguardare chiunque, a qualsiasi età e manifestarsi in molti modi diversi. Figli, fratelli, genitori, zii, cugini, nonni, possono nascere con una disabilità genetica o acquisirla nel tempo a causa di un incidente o di una malattia degenerativa. È una realtà che quando entra nella vita delle persone modifica radicalmente gli equilibri e le configurazioni preesistenti coinvolgendo inevitabilmente tutto il sistema familiare.
Un primo passo molto utile è confrontarsi con lo specialista di quella specifica disabilità per capire il più possibile in che cosa consiste il male che affligge la persona cara. Maggiori conoscenze aiutano una maggiore comprensione di ciò che accade nella quotidianità nonché una maggior capacità di gestione degli eventi e padronanza della situazione che si riflettono in una migliore salute della persona con disabilità. È importante conoscere i servizi presenti sul territorio e riuscire ad attivarli in misura adeguata a seconda delle necessità della famiglia.
Oltre agli aspetti pratici, economico-fiscali ed organizzativi, i familiari (caregivers) di persone con disabilità sono chiamati a gestire anche numerosi aspetti psicologici che li chiamano in causa in prima persona. Sofferenza, tristezza, ansia, paura, rabbia, frustraione, senso di impotenza, senso di inadeguatezza, senso di colpa, senso di incapacità e di inefficacia, l’idea che sia tutto inutile e che ciò che si faccia e che si è fatto non sia abbastanza sono emozioni e vissuti comuni, che attraversano i familiari con tempi e intensità differenti.
Accettare la situazione non è così semplice come sembra, va oltre la comprensione congitiva e implica la capacità di mantenere una posizione di accettazione attiva e non di rassegnazione passiva.
Lo psicologo aiuta ad esplorare ed elaborare le emozioni e i vissuti legati alla cura della persona cara e facilita l’individuazione di una “giusta distanza” che consente al familiare (caregiver) di prendersi cura di sé oltre che della persona amata. Questo lavoro può portare il soggetto a prendere piena consapevolezza di sé in quanto soggetto e nel suo ruolo di caregiver insieme agli altri familiari e alla persona con disabilità come parte di un sistema familiare. In questo modo il soggetto diviene padrone cosciente delle sue scelte e, se il caso, può riscoprire delle dimensioni e qualità di vita che credeva di aver perso o che gli fossero precluse.