“Burnout” è una parola inglese che significa: esaurimento, crollo. È una condizione di stress lavorativo che determina un esaurimento emotivo ed un logorio psicofisico con vissuti di depersonalizzazione e derealizzazione personale, demotivazione, delusione e disinteresse con significative ripercussioni sulla vita lavorativa, personale e sociale della persona. Una persona in burnout si sente esaurita, sente di non avere energie e non riuscire a recuperarle, fatica ad affrontare nuove sfide e non sente di avere energie a sufficienza da investire in altri campi. Tra le manifestazioni caratteristiche del burnout troviamo:
- Diminuzione dell’impegno lavorativo: anche se inizialmente interessante e stimolante, il lavoro gradualmente diventa sempre più demotivante e insoddisfacente, si percepisce sempre più fastidio e fatica nello svolgere i normali compiti lavorativi.
- Difficoltà emotive: l’entusiasmo e la motivazione scemano, lasciando il posto a emozioni negative come frustrazione, ansia e depressione.
- Adattamento lavorativo: la persona vive problemi lavorativi come una crisi personale.
Col passare del tempo cresce sempre di più una sensazione di inadeguatezza che porta con sé una forte svalutazione di ciò che si riesce a fare, delle proprie capacità e di se stessi.
Diversamente da quanto spesso si creda le cause del burnout non sono da rintracciare nel singolo individuo ma nell’interazione tra soggetto e lavoro.
Lo psicologo aiuta la persona ad analizzare i propri vissuti, il contesto e la routine lavorativa, le frustrazioni e le gratificazioni lavorative, l’identità personale e quella professionale. Inoltre aiuta a separare la vita lavorativa da quella privata in modo che il malessere non si propaghi da una campo all’altro. La persona recupera le energie e può trovare nuove strategie di adattamento e di negoziazione lavorativa.