Psicoterapia
di Coppia
Un percorso che non lavora sui partner, ma tra i partner —
sull’interazione viva che li costituisce, li trasforma e, a volte, li fa soffrire.
La coppia come sistema duale:
un paradigma specifico
Dire “coppia” è dire duale. Non la somma di due individui,
ma qualcosa che emerge — e si trasforma —
nell’interazione tra due soggetti.
Qualcosa che non esiste prima dell’incontro e che prende forma, cresce
o soffre nell’hic et nunc di ogni scambio.
L’intervento psicoanalitico di coppia — così come elaborato da
Michele Minolli e dalla SIPRe
a partire dal 1985 — si fonda su un paradigma specifico
che non è riducibile all’applicazione del metodo individuale
a due persone contemporaneamente.
«Suo specifico è il duale, non il singolo», scrive Minolli.
Da qui l’esigenza di un paradigma che armonizzi l’intra e l’interpsichico,
che ponga al centro la dimensione relazionale come luogo
della costituzione e della trasformazione di ciascun soggetto.
nell’interazione e dell’interazione apre alla qualità tutta umana
della meta-interazione.”
—
SIPRe, Modello teorico
Questo approccio è coerente con il
modello clinico che adotto nel mio lavoro:
quello di una psicoanalisi che considera il soggetto come unico, in relazione
con le parti che lo compongono e con la realtà in cui vive,
in continuo divenire. La sofferenza non è una patologia astratta:
è un viaggio tra due fasi della propria vita,
un passaggio che va accolto come momento di sviluppo e trasformazione.
Ogni relazione di coppia è un sistema di
interazione reciproca e circolare:
la risposta di uno modifica l’altro, che a sua volta modifica il primo.
Non esiste una causa lineare della crisi, non esiste “il colpevole”.
Esiste un’interazione che si è cristallizzata, che ha smesso di generare
crescita e ha iniziato a generare dolore.
Il concetto cardine del modello è quello di
Io-soggetto: non un “apparato psichico” da riparare,
ma un soggetto vivente, unitario,
«referente unitario di esperienza»
— così lo definisce Minolli —
che si costituisce e si conosce nell’interagire con l’altro.
Nella coppia ogni Io-soggetto può scoprire sé nell’altro,
con tutto il desiderio, la paura e la risonanza profonda che questo porta con sé.
L’Area Progetto Coppia della SIPRe di Milano
— di cui ho seguito la formazione post-specialistica —
ha codificato questo approccio come laboratorio di ricerca
e approfondimento teorico e clinico per la messa a punto
di un modello di intervento originale, membro dell’International
Association of Couple and Family Psychoanalysis (IACFP).
“La coppia, così come il soggetto, è un concetto in movimento,
radicato in un determinato spazio e tempo.”
Le situazioni che portano
una coppia in terapia
Non esiste un momento “giusto” o “sbagliato” per iniziare un percorso.
Come scrivo nella pagina
Servizi,
ogni sofferenza ha la sua dignità e ogni vissuto ha diritto
di cittadinanza dentro di noi.
Ci sono tuttavia situazioni ricorrenti che portano le coppie
a cercare un supporto professionale.
Conflitti ricorrenti e difficoltà comunicative
Discussioni che si ripetono senza risoluzione, incomprensioni croniche,
la sensazione di parlare linguaggi diversi. Il conflitto manifesto spesso
copre dinamiche più profonde: aspettative disattese, bisogni non detti,
paure che cercano nell’altro una risposta impossibile.
Distanza emotiva o sessuale
La sensazione di vivere fianco a fianco senza reale incontro.
La dimensione sessuale può diventare uno specchio in cui si riflette
ciò che non si riesce a dire: desiderio, risentimento,
solitudine, paura dell’abbandono.
Crisi di fiducia e tradimento
Un tradimento scuote le fondamenta del senso condiviso della relazione.
La terapia di coppia non ha il compito di “salvare” la coppia a ogni costo,
ma di creare lo spazio per elaborare quanto è accaduto e scegliere
consapevolmente il passo successivo.
Momenti di cambiamento
Nascita di un figlio, lutto, perdita di lavoro, trasloco.
Le transizioni della vita mettono a pressione i punti di fragilità della coppia:
ciò che sembrava equilibrio si rivela un accordo implicito
che il cambiamento ha reso insostenibile.
La relazione che non permette di crescere
A volte non c’è un evento scatenante. C’è la sensazione, lenta e faticosa,
che la relazione sia diventata uno spazio che contrae invece di espandere.
Come scrivo nella pagina
Di cosa mi occupo,
le difficoltà relazionali sono tra le aree centrali del mio lavoro clinico.
Elaborare una separazione
La terapia di coppia può accompagnare anche il processo di separazione,
aiutando i partner a separarsi in modo meno distruttivo per sé, per l’altro
e, quando ci sono, per i figli.
Separarsi consapevolmente è un atto di cura.
Come avviene il lavoro
di psicoterapia di coppia
Il modello
SIPRe
configura la relazione terapeutica non come l’applicazione di una procedura,
ma come uno spazio di ricerca condiviso.
In una seduta di coppia, non lavoro con due pazienti separati
che si trovano nella stessa stanza:
lavoro con l’interazione tra loro —
con ciò che emerge nell’hic et nunc del loro stare insieme davanti a me,
con i modi di parlarsi, di evitarsi, di ascoltarsi o di smettere di farlo.
Colloquio di orientamento
Un primo incontro con entrambi i partner per capire la situazione,
valutare insieme la pertinenza di un percorso di coppia
e costruire i presupposti di un’alleanza terapeutica.
Non è un impegno, è uno spazio per incontrarsi.
→ Scopri i servizi disponibili
L’interazione come oggetto di lavoro
Il focus clinico è sull’interazione attuale,
su ciò che accade nella relazione e nella seduta stessa.
Secondo il modello
Area Progetto Coppia SIPRe,
l’inconscio della coppia si mostra nell’hic et nunc:
non solo nel racconto ma nel vivo dello scambio.
Il terapeuta come terzo
Il terapeuta non è neutrale né specchio vuoto.
La
Psicoanalisi della Relazione
sottolinea l’imprescindibilità della partecipazione dell’analista
al processo: le sue risonanze, il suo punto di vista,
fanno parte del campo analitico.
Il mio modo di stare nella relazione terapeutica è descritto
nella pagina Valori.
Dal duale al soggetto
L’obiettivo non è “sistemare” la coppia,
ma aiutare ciascuno a ritrovarsi come
soggetto nella relazione —
capace di desiderare, esprimersi, stare nel conflitto senza dissolversi.
Come recita il titolo del testo fondamentale di Minolli e Coin:
amarsi, amando — amare se stessi nell’amare l’altro.
“Questa visione ribalta la prospettiva corrente riassumibile
nella formula: ‘io sono se tu mi ami’,
e intende riconsegnare ad ogni singolo Io-soggetto
la centralità e la titolarità piena della propria linea di vita:
‘Io sono e amo te’.”
“L’incontro tra due persone è come il contatto tra due sostanze chimiche:
se c’è qualche reazione, entrambe si trasformano.”
— Carl Gustav Jung
Specializzazione SIPRe
e percorso clinico
Il mio lavoro con le coppie si fonda sulla specializzazione in
Psicoanalisi della Relazione conseguita presso la
SIPRe – Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione,
fondata nel 1985 da Michele Minolli e dai soci fondatori.
La SIPRe aderisce all’International Federation of Psychoanalytic Societies (IFPS)
e la sua
Area Progetto Coppia di Milano
è membro dell’International Association of Couple and Family Psychoanalysis (IACFP).
Il corpus teorico-clinico su cui mi sono formato comprende
i lavori di
Michele Minolli
— in particolare
Amarsi, amando. Per una psicoanalisi della relazione di coppia
(con Romina Coin, Borla, 2007) —
gli apporti della Psicoanalisi Relazionale Internazionale
(Stolorow, Atwood, Mitchell),
l’Infant Research e la teoria dei sistemi complessi.
Come rileggo nella pagina
Modello
del mio sito, questo approccio mi permette di operare a sostegno
del percorso specifico e unico di quel soggetto,
senza un’ottica direttiva o correttiva.
viene vista come un passaggio lento e inevitabile che fa parte
dell’elaborazione della complessità dell’essere vivi.”
—
SIPRe, Modello
Svolgo pratica clinica presso studio privato e collaboro con il
Centro Studi Famiglia e Gruppo ETS – Il Pruno,
presso cui ricevo in Corso di Porta Romana 118, Milano.
Sono iscritto all’Ordine degli Psicologi della Lombardia
con numero 21175.
Maggiori informazioni sul mio percorso formativo nella pagina
Chi sono.
Come si svolge
la psicoterapia di coppia
Le sedute di coppia si svolgono con entrambi i partner presenti,
nello studio di Milano in Corso di Porta Romana 118
oppure in videochiamata.
La frequenza più comune è settimanale o bisettimanale,
ma viene concordata insieme all’inizio del percorso.
Non esiste una durata prestabilita.
Come indicato nella pagina
Servizi,
la durata dipende dall’entità della sofferenza,
dal livello di cristallizzazione della situazione
e dalle risorse dei soggetti coinvolti.
Alcune coppie scelgono un percorso di consultazione breve
(da 5 a 10 sedute) focalizzato su una crisi specifica;
altre optano per un lavoro più continuativo,
che punta a trasformazioni strutturali nel modo di stare insieme.
I costi delle sedute sono calmierati e flessibili:
le informazioni precise si ottengono
contattandomi direttamente.
Eventuali esigenze particolari vengono sempre discusse e valutate insieme,
tenendo conto delle possibilità di ciascuno.
“Non c’è bisogno di star male per voler star meglio.”
— Eric Berne
Domande sulla
psicoterapia di coppia
Psicoanalisi della Relazione (SIPRe)
non lavora su uno dei due partner, ma sull’interazione tra loro.
«Suo specifico è il duale, non il singolo», scrive Minolli.
La coppia è vista come un sistema in interazione circolare,
dove ogni risposta di uno modifica l’altro e viceversa.
Il terapeuta osserva e lavora su ciò che accade nell’hic et nunc della seduta,
non solo su ciò che viene raccontato.
crisi di fiducia, tradimento, momenti di transizione difficile
(nascita di un figlio, lutti, cambiamenti di vita)
o la sensazione che la relazione non permetta più la propria crescita.
Non esiste un motivo “giusto”: ogni sofferenza relazionale merita attenzione.
Nella pagina
Di cosa mi occupo
trovi le aree cliniche principali del mio lavoro.
sui pattern inconsci, sulle aspettative, sui modi di stare in relazione —
con l’obiettivo di favorire la crescita di entrambi come soggetti.
La mediazione familiare è orientata alla gestione pratica di accordi,
spesso nel contesto di una separazione o divorzio.
I due percorsi rispondono a esigenze diverse e non sono intercambiabili.
Come per ogni
percorso psicologico,
la durata dipende dalla situazione specifica, dall’entità della sofferenza
e dalle risorse dei soggetti coinvolti.
Alcune coppie scelgono un percorso breve (5–10 sedute) focalizzato su una crisi;
altre un lavoro più continuativo e trasformativo.
La frequenza e la durata vengono concordate insieme all’inizio.
Se uno dei due è meno motivato, è possibile iniziare con un
colloquio individuale di orientamento
per capire come procedere.
Esistono anche percorsi individuali per chi affronta difficoltà relazionali
in prima persona, senza il coinvolgimento del partner.
e attenzione del percorso in presenza.
Come indicato nella pagina
Servizi,
il percorso online è una modalità pienamente funzionale,
adatta a coppie che risiedono in città diverse o che
preferiscono lavorare a distanza.
nel quartiere Crocetta, presso il
Centro Studi Famiglia e Gruppo ETS – Il Pruno.
È raggiungibile con la metro M3 (fermata Crocetta, 4–5 min a piedi)
e M4 (fermata Sforza-Policlinico).
Per fissare un appuntamento vai alla pagina
Contatti.
Prendi contatto
Un colloquio orientativo non vincola a nulla.
È uno spazio per incontrarsi, capire la situazione
e valutare insieme se e come lavorare.
Come scrivo nella pagina
Valori,
“l’incontro tra soggetti è possibile solo nella misura
in cui permane la loro uguaglianza e reciprocità”.
20122 Milano (MI)
c/o Centro Il Pruno
20834 Nova Milanese (MB)
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